Come si fa a morire a 16 anni per la droga?
Stasera arrivo a casa dopo il lavoro e mi metto al pc in cerca di qualche TG on line, dato che di giorno, non essendo più a casa, non riesco a seguire quelli televisivi. Ne apro uno e sento: "Sedicenne di Pugliola stroncato da un arresto cardiocircolatorio". Nel proseguimento del servizio viene spiegato che la causa è stata un abuso di droga. Una settimana prima era successa la stessa cosa a un suo amico....per lo stesso motivo... Mi domando che cosa possa passare nella testa di un ragazzo di sedici anni per arrivare a inghiottire una quantità di pasticche come fossero caramelle, senza saperne le conseguenze.... O forse le sanno? Forse questo desiderio di morire è lì dietro la porta, incompreso e nascosto nell'ambito famigliare... Spesso si dà la colpa ai genitori, è facile e immediato puntare il dito contro di loro e accusarli di esser poco presenti o poco disponibili. La verità è che OGGI è tutto diverso... Questa gioventù cresciuta con tutto e col superfluo non si accontenta più di niente.... L'obiettivo è solo la più prestigiosa marca d'abbigliamento o di cellulare. Passano al fumo, all'alcool, alla droga, per far parte del gruppo di amici come comprano le scarpe o i jeans o i giubbotti di quella particolare marca per omologarsi alla compagnia e differenziarsi dagli altri di compagnie diverse. Tutto si compra, anche le droghe, con lo stesso spirito vuoto con cui si acquista tutto il resto. Come se anche le droghe fossero prodotti a metà prezzo esposti in una vetrina. Vuoi provare la sensazione X ? Compra la pasticca X. Vuoi la carica Y? Annusa la polvere Y. Interpretano la vita come un supermarket delle emozioni, basta pagare e mettere nel carrello. Non importa se poi quelle sono emozioni finte o plastificate, l'importante è non lasciare vuoto il carrello della serata. Perché in quel vuoto potrebbero scoprire che la vita non è soltanto un supermarket e questo li spaventa. I figli della pubblicità non hanno 'altri' mondi da poter sostituire. La vita è una serie sconnessa di spot di trenta secondi. In mezzo c'è solo la noia. Ma non quella noia contemplativa che può spingere a riflettere e a creare, no, la noia-mostro, quella che se su facebook non gli ha scritto nessuno e alla tv non c'è niente di speciale vorrebbero schiacciare il tasto del telecomando per spegnersi il cervello. E ogni tanto ci riescono. Quel ragazzo si è spento il cuore a sedici anni per una pasticca di troppo.
Dopo un po' che sono al computer a leggere, mi raggiunge in sala mio nonno, silenzioso come l'ombra di un fantasma, che a un mese dalla perdita di sua moglie, mi mostra un quaderno e mi dice "Quando hai tempo......" con le lacrime agli occhi. Sorrido guardando la copertina, ma lo prendo e corro in camera mia, sul letto, per leggerlo in silenzio. Sfoglio le pagine, sulle quali l'inchiostro sembra essere in rilievo. 58 anni di amore che li hanno uniti, lo fanno parlare così: "Amore mio, ti ho amato fin dal primo giorno che ti ho visto e adesso che non ci sei più, dopo questi lunghi anni di malattia che ti hanno tormentato, sento un vuoto incolmabile che mi logora dentro. Innumerevoli anni, come semplici attimi, sono volati via... ma vedo il tuo viso dappertutto. Ti sogno. E nel sogno mi giro per cercare di abbracciarti... e mi accorgo che non ci sei più."
La scrittura tirata via e a tratti incomprensibile segna il dolore, l'arresa, la stanchezza di un uomo privato della sua metà, che davanti a un letto vuoto ha ancora la forza di prendere in mano una penna e parlare a sua moglie come ha sempre fatto, anche quando lei non poteva più rispondergli.....
Ed è in quel momento che il valore della vita riaffiora nel presente, nell'orrore straziante di una vita stroncata che si dissolve nel nulla e che diventa solo un lontano ricordo.
Questi amori di una volta, inarrestabili e indistruttibili, ormai sembrano scomparsi.. Sono nati e cresciuti quando non c'era nulla, quando gli innamorati si parlavano non con le mail o i social networks, ma con lettere recapitate a casa. A volte aspettavano mesi e mesi prima di vedersi..... Tutto quel desiderio rendeva la loro unione indistruttibile, solida come i pilastri della loro anima.
Ora regna l'egoismo, l'insoddisfazione, il cambiamento.. Quel supermarket delle emozioni si trasferisce direttamente nell'intercambiabilità dei rapporti, sempre più effimeri e incostanti. Tutto quell'amore sognato diventa un film, un libro che non si riesce a leggere in prima persona. Così come il peso che bisognerebbe dare alla vita viene calpestato dalla stupidità, dalla superficialità....dal nulla...
Ripenso alla notizia letta poco prima. Morire a sedici anni per niente... per una pasticca per ballare... Penso ai genitori di quel ragazzo, a quello che sicuramente si stanno chiedendo... "Dove abbiamo sbagliato?" Una domanda forse lecita o forse no, per una morte che non ha senso...
Poi mi alzo, dopo aver letto le parole di mio nonno, e trattengo il respiro, perché solamente una parola potrebbe farmi crollare. Per me, mia nonna è ancora più lontana... è scomparsa già qualche anno fa, quando l'Alzheimer l'ha fatta smettere di parlarmi e di dirmi che mi voleva bene... La mancanza che ho nel cuore è più viva che mai e ogni giorno si allarga a macchia d'olio, espandendo l'area delle domande alle quali continuo a non trovare risposta. Chiudo il quaderno e di nuovo la copertina mi fa sorridere... Mi fa sorridere il fatto che mio nonno, a 82 anni, vada al cimitero col quaderno dei Barbapapà e non sappia nemmeno che cosa siano..... Ma la verità è che non sa neppure che cosa ci sia in copertina: le cose che più contano sono le parole all'interno, che continuano a vivere e a navigare oltre l'oceano della morte, oltre la vita contingente, nel campo di quei sogni e di quelle emozioni che di certo non si possono comprare al supermarket.
Dal veliero, GG

Morire giovani per droga è stupido, non si discute. Leggendo il tuo scritto mi chiedevo se è più triste vedere morire un ragazzo o vedere un anziano che si addolora di come sia già passata in fretta la vita, del perdere i propri cari e i propri amici, un dolore e una tristezza che lo accompagnerà fino ai suoi ultimi giorni
RispondiEliminaCiauz
Davide ;-)
scrivi proprio bene. brava.
RispondiEliminaEugenio Cappuccio
www.eugeniocappuccio.it