lunedì 26 agosto 2013

La mia seconda volta...... in Egitto.

Non mi sento di chiamarla 'terra' quella dell' Egitto, piuttosto 'luogo' che ammiro per le bellezze sotto al mare, per l'incantevole contrasto tra acqua e sabbia, tra dromedari e storia. Dalle spiagge, il sole tramonta presto e quel blu intenso, quell'azzurro incredibile che possiede solo il Mar Rosso, diventa nero inchiostro e dentro, tra gli abissi e ai margini della barriera corallina, nessuno dorme. Tutto è in movimento, tutto respira, perfino l'angolo più insignificante, pesci che si mimetizzano nel fondo, coralli che spuntano tra rocce, vive, anch'esse. Hai paura a camminare in riva, tra i paguri che si chiudono ad ogni rumore e i pesci tropicali che tranquilli sguazzano tra i tuoi piedi, ti accolgono nella loro casa ondeggiante. Poco più in là, dove i tuoi occhi arrivano a guardare, nuotano specie di ogni tipo, tartarughe e balene giganti, squali, e .. delfini.

C'è un punto in mezzo al mare a cui si accede dal porto di Marsa Alam, chiamato “Dolphin House”, che non è un attrazione per turisti come in tanti credono, bensì una vera e propria casa per un gruppo di delfini che vive lì, dentro quello che una volta era un vulcano. Non è facile averne stretto contatto, la guida lo dice fin dall'inizio: “Non siete voi che andate a vedere i delfini, sono i delfini che vengono a vedere voi. Perciò oggi speriamo di essere fortunati.”. Molti partecipano all'escursione anche più volte, senza vederli da vicino. Ma io, quel giorno, lo porto dentro al cuore. Sento ancora il battito che ha preso ad accelerare, quando un branco di delfini mi è passato davanti dopo un'attesa infinita in mare aperto, tra la corrente che mi impediva di stare ferma in un punto, nonostante il salvagente. Un' onda di serenità mi ha attraversata,è stato un attimo e avrei voluto raggiungerli, unirmi a loro, sentire ancora il loro mondo, il calore di un mammifero che ha dell'incredibile, la totale assenza di tutto, il silenzio del mare che si stava impadronendo di tutti i miei sensi. Non era acqua salata quella che mi è scesa poi dagli occhi, ma la conseguenza di un emozione forte, un impatto col mare e suoi abitanti, mille favole e leggende che per un attimo sono vissute davanti ai miei occhi increduli in modo concreto. Giusto il tempo per immagazzinare tutto e una volta riemersa i delfini stavano già cambiando direzione. Dietro di me la barca che ci aveva portato a poco più di un'ora di distanza dal porto, in quel paradiso di mare, oscillava lievemente come un mostro gigante. Risalire a bordo segnò la fine di quel giorno memorabile.

E' stata una bella esperienza anche conoscere le realtà 'cittadine', percorrere 5 ore di deserto e di vere e proprie baracche (che volevano essere case e scuole), per raggiungere Luxor, vedere il tempio di Karnak e quello stesso di Luxor, attraversare il Nilo in barca e visitare alcune tombe nella Valle dei Re (o Valle dei Morti). Conoscere la storia nei dettagli, la grandezza di ciò che è stato fatto e il fascino di ciò che rimane nonostante il tempo passato........

Tutto questo (e veramente molto di più) è L' Egitto ...








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